sabato 2 settembre 2017

Nella notte tra mercoledì e giovedì scorso il Cral ex Novaceta è stato di nuovo preso di mira.

Questa volta i delinquenti (o il delinquente?) sono arrivati attrezzati di piede di porco e, evidentemente a conoscenza del luogo, hanno fatto saltare il lucchetto di uno dei cancelli, si sono diretti verso il retro del bar, che hanno aperto facendo saltare i due chiavistelli. Hanno riempito vari borsoni di tutto quello che hanno trovato: biscotti e salatini, una ventina di bottiglie di bibite (insomma la dotazione per gli aperitivi domenicali) e …….persino il cibo per i gatti….! Hanno rimosso anche il finestrino blindato, in lamierino dipinto di blu a copertura del lucernario del retro bar. Dal lucernario non si può entrare visto che la finestrella ha una doppia fila di barre e per rimuovere il finestrino si deve essere già all’interno del retro bar. Lo avevamo montato per evitare che qualche delinquente cercasse di nuovo di dar fuoco al bar versando all’interno liquidi infiammabili, come è già successo poco prima del 1° maggio scorso. Lo abbiamo cercato per rimetterlo al suo posto, convinti di un atto di puro vandalismo, ma non lo abbiamo trovato: nè nell’area Cral né nel Villoresi. Allora perché lo hanno rimosso e fatto sparire ? Giriamo questa domanda alle autorità competenti e alle forze dell’ordine. Altra stranezza è che queste incursioni avvengono puntualmente alla vigilia di iniziative organizzate nel Cral: ieri alla vigilia della festa del 1° maggio, oggi alla vigilia dell’Assemblea degli iscritti all’Associazione Ri-Parco Bene Comune ! Noi non ci ritiriamo, non lasceremo il Cral al degrado e nemmeno alla delinquenza: ci stiamo battendo da anni perché torni ad essere Parco e Centro Sportivo Pubblico come è stato pensato, realizzato e gestito dai lavoratori dell’ex Novaceta e come hanno chiesto anche 2000 cittadini nel lontano 2013. E rinnoviamo l’appello alle autorità a intervenire come già intervengono in altre situazioni di degrado e di pericolo per la cittadinanza. Restiamo in attesa di un incontro col nuovo Sindaco, dr.ssa Calati, da cui ci auguriamo attenzione e risposte che da anni non abbiamo avuto.

giovedì 10 agosto 2017

Un bel racconto !


Allora, tu sei senza lavoro, i tuoi fratelli sono senza lavoro, la tua famiglia non ce la fa ad andare avanti, quindi tu, dando fondo a tutto quello che hai e chiedendo aiuto ai parenti, metti insieme un po' di soldi per riuscire ad arrivare in un posto in cui tentare di avere più possibilità e così poter anche aiutare la tua famiglia da lontano.
Parti, attraversi deserti e viaggi in condizioni molto difficili perchè le frontiere che incontri non sono tutte d'accordo a farti passare e neanche tanto contente di vederti. Ti affidi, pagando, a gente che ti aiuta a passare e alla fine arrivi in Libia. Li vieni fermato e imprigionato in un centro d'accoglienza tanto caldeggiato dall'Europa, ma vieni trattato come un delinquente, fai la fame, la sete, vieni picchiato, torturato e magari anche violentato. Sei nessuno, carne in mano a gente che può fare di te quello che vuole.
Riesci a trovare una barca, cioè un gommone, che parte per l'Italia e fai di tutto per salirci dando fondo ai soldi rimasti, sperando così di lasciare dietro di te l'inferno che hai vissuto. Sei sporco, sudato, ferito ma hai in mano la speranza di un domani migliore.
Intanto in Italia e in Europa dei signori e delle signore molto per bene decidono che no, non possiamo permetterci di farti arrivare qui, che è meglio se torni indietro. Niente di personale s'intende, ma difatti tu per loro non sei una persona, sei un problema, e qui la ggente non ti vuole, gli hanno raccontato che tu sei un delinquente, un fannullone, sporco e cattivo e che quando sarai qui ti comporterai male e vorrai comandare su tutti noi, autoctoni che ci siamo fatti un culo così per perdere senpre di più le nostre stesse sicurezze e i nostri diritti e dignità di persone.
Ci manca solo che arrivi tu che sei messo ancora peggio di noi. 
A un certo punto della notte il gommone comincia a fare acqua, da lontano arrivano delle luci, forse sono dei soccorsi, ci speri e preghi con gli altri, sempre più in agitazione.
Le luci si avvicinano, sparano. E' la guardia costiera libica che grazie agli aiuti internazionali forniti dall'Italia adesso ti riporta da dove sei partito, in Libia.
Al barcone della settimana prima sapevi che era andata "meglio" era stato soccorso dalla nave di una Ong, anche se su 60, piu' di 20 tuoi fratelli e sorelle erano morti annegati, ma gli altri erano stati tratti in salvo.
Quella nave questa notte non c'è perchè, come pare dai sondaggi effettuati, la maggioranza delle persone che vivono in Italia non vuole che quella nave venga li e il solerte governo l'ha bloccata in porto perchè accusata di fare il gioco degli scafisti.
Ci sono le elezioni prima o poi, ma soprattutto c'è la crisi economica, bisognerà stringere ancora la cinta e bisogna abituare la gente a essere cattiva e a seguire il "morte tua vita mia", non ci deve essere posto per la solidarietà, per la collaborazione fra simili, potrebbe essere una soluzione, una strada pericolosa, rischierebbe di mettere in crisi il sistema, il modo di far funzionare questa società.
Insomma, per farla breve, tu devi morire, scusami, ma è necessario.
Pappo Franco Satanasso

lunedì 7 agosto 2017

STAZIONE FS DI MAGENTA: BENE LA BIGLIETTERIA AUTOMATICA MA DEI SACCHI DI PIETRISCO CONTENENTE AMIANTO NE PARLIAMO?



Nella scorsa settimana i giornali hanno riportato con enfasi l’installazione di una biglietteria automatica all’interno della Stazione FS di Magenta e sottolineato la soddisfazione del sindaco Calati e dell’assessore regionale Del Gobbo per la proficua collaborazione con le Ferrovie. Bene !

Forti di queste dichiarazioni di proficua collaborazione tra Comune, Regione e Ferrovie però non possiamo fare a meno di sottolineare il silenzio tombale del Comune su un’altra notizia che riguarda la Stazione FS di Magenta: lo stoccaggio di una gran quantità di sacchi contrassegnati come rifiuti speciali contenenti amianto.

Le Ferrovie interrogate hanno risposto al giornale online CorriereAltoMilanese del 1° agosto e poi ripresa da Il Giorno il 3 agosto: “La rimozione del materiale - spiegano – rientra tra le attività previste, attualmente in corso, per il potenziamento tecnologico della Torino – Padova. La rimozione avviene tramite impresa qualificata e con le necessarie prescrizioni, per impedire la liberazione nell’aria delle fibre contenute in alcune parti del pietrisco ferroviario rimosso. Il Piano di Lavoro è stato trasmesso preventivamente alla ASL competente”. Aggiungono inoltre che il materiale rimosso è stato confezionato in appositi contenitori (big bags) certificati e idonei ad impedire l’emissione di fibre. “Si sta procedendo con il prelievo e lo smaltimento a norma di legge – concludono – con società in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa ambientale (termine attività previsto entro fine agosto)

Prendiamo atto delle dichiarazioni rassicuranti delle Ferrovie e dalla previsione del termine attività per fine agosto ma, secondo noi, non sono del tutto soddisfacenti perchè non danno conto di dove sia stato rimosso il pietrisco contenente amianto (il tratto Torino-Padova misura oltre 350 km!), non spiega perché quei sacchi siano stati stoccati all’aperto nell’area della stazione FS di Magenta, e da ultimo, ma non meno importante, non dice nemmeno se il Comune sia stato messo a conoscenza dei lavori.

Perciò alle Ferrovie rinnoviamo queste domande:

1. dove è stato prelevato il pietrisco contenente amianto stoccato nei sacchi a Magenta?
2. e, più precisamente, è stato prelevato dalla massicciata del tratto ferroviario magentino ? In caso affermativo, ne hanno messo a conoscenza tempestivamente il Comune ?
2. e comunque, hanno informato il Comune dello stoccaggio dei suddetti sacchi all’aperto nell’area della stazione FS di Magenta ?

Al Sindaco, in quanto responsabile della salute pubblica, visto che finora non si è a conoscenza di un suo segnale di attenzione alla vicenda, nonostante gli articoli di giornale e non, chiediamo:

1. ha avuto informazioni su lavori di eventuale rimozione a Magenta del pietrisco contenente amianto ?
2. ha avuto informazioni sul perché dello stoccaggio a Magenta dei suddetti sacchi ?
2. In caso affermativo, quale iniziative di vigilanza a tutela della salute pubblica siano state poste in essere dall’attuale amministrazione e se ha conoscenza di iniziative della competente ASL?
3. In caso negativo, se è a conoscenza di informazioni alla precedente amministrazione e sue eventuali iniziative ?













 

sabato 29 luglio 2017

Nuova linea


Crediamo che la pluralità di pensiero sia alle fondamenta della Democrazia, per questo motivo, accettiamo e pubblichiamo articoli di amici che vogliono collaborare con questo blog, nello spirito dell'informazione corretta, del dibattito politico, nella serietà del linguaggio e dell'esposizione, chiedendo solo lontananza da pettegolezzi e turpiloqui.

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Sono deluso da questo mondo Occidentale cosiddetto democratico e social-liberale falso ed ipocrita - assolutamente incurante delle masse, a dispetto di volere esportare la nostra democrazia …malata.
Tecnologicamente avanzati ma socialmente arretrati (gli USA poi non ne parliamo!?) : ci riempiamo la bocca di tolleranza, benevolenza, comprensione mentre sfruttiamo quei paesi e quelle popolazioni sottoponendoli ai nostri porci comodi e facendo loro produrre di tutto e di più (agricoltura e tessile  in primis) a livelli sottocosto per cui fanno
la fame e c’invadono.
Siamo idioti se pensiamo che i seri problemi dell’Africa e del Medio Oriente, li risolviamo col “volemose bene” lasciando l’immigrazione libera, mentre dovremmo investire da loro per creare posti di lavoro e nutrire le loro famiglie!
Qui da noi ci siamo deindustrializzando, abbiamo pesantemente colpito fiscalmente  il settore immobiliare affossando l’edilizia, che richiede molta manodopera, e favorendo l’economia finanziaria anziché quella reale come sta facendo Macron……ex-Rothschild.
Come possiamo immaginare di dare lavoro e cibo qui da noi a decine di milioni di diseredati , senza renderci conto delle violenze che scaturiranno perché chi non ha nulla da perdere, non tiene neppure alla propria vita. Tra poco saranno molti, i disperati europei.
E'una lotta persa in partenza, coi politici scadenti che ci ritroviamo in Europa, non vedo sbocchi.
Abbiamo bisogno di staccarci politicamente e militarmente dagli USA, che ci condizionano pesantemente  obbligandoci a sottostare a sanzioni contro natura (Russia ed Iran) e privandoci di sbocchi importantissimi per la nostra industria.
L’immigrazione incontrollata è frutto di queste politiche e guarda caso gli unici che potrebbero risollevare queste popolazioni dalla fame sono quelli del Golfo , soprattutto i Sauditi miliardari, che si guardano bene dall'impiegare personale Arabo ma solo Indiani, Pakistani, Filippini ecc.
Alla faccia della Fratellanza Araba che consiste solo nel finanziare ed armare Al Qaeda e l’Isis.
Uno schifo veramente!
GF. P.

giovedì 27 luglio 2017

Amaro Partigiano: una fabbrica sociale

Cos'è l'Amaro Partigiano ?



Liquore di erbe dei boschi resistenti

Archivi della Resistenza di Fosdinovo (MS) e RI-MAFLOW di Trezzano sul Naviglio (MI) si incontrano per realizzare “Amaro Partigiano”, un progetto sociale di autoproduzione e di creazione di lavoro etico. Grazie a una campagna crowdfunding su  www.produzionidalbasso.com abbiamo raccolto i fondi per produrre la prima tiratura ufficiale  di bottiglie dell’amaro e per  costruire   un liquorificio sociale
Il liquorificio servirà a creare posti di lavoro all’interno della fabbrica abbandonata dal padrone e recuperata in forma autogestita dai suoi lavoratori e dalle sue lavoratrici. E questa struttura sarà sempre sociale, ovvero la sua funzione...... continua alla pagina


Per sostenere il progetto, acquistalo ! Per prenotarsi scrivi a: riparcobenecomune@gmail.com oppure recati presso il Ri-Parco (Cral ex Novaceta) in viale Piemonte dalle 16 alle 19.